07 Ottobre 2026 - Aggiornato alle 15.01

Quarto, nove beni confiscati alla camorra diventeranno centri per minori e famiglie

Pubblicati due bandi per trasformare gli immobili del clan Polverino in strutture dedicate al contrasto del disagio giovanile, della violenza e delle dipendenze

Nove immobili confiscati alla criminalità organizzata saranno trasformati in spazi dedicati ai minori, alle famiglie e alle persone più fragili. Il Comune di Quarto ha pubblicato due nuovi bandi pubblici per assegnare complessi immobiliari sottratti al clan Polverino e oggi entrati a far parte del patrimonio comunale, con l’obiettivo di realizzare servizi sociali e socio-sanitari destinati al territorio.

L’iniziativa punta a restituire alla collettività beni un tempo appartenuti alla camorra, trasformandoli in presìdi di legalità, prevenzione e inclusione sociale. I due bandi riguardano, da un lato, due appartamenti con un ampio deposito in via Cortese e, dall’altro, sei immobili tra ville, appartamenti, garage e cantinole con aree esterne situati in via Campana.

Le strutture saranno destinate alla realizzazione di progetti rivolti principalmente ai minori e agli adolescenti, con servizi dedicati alla prevenzione del bullismo, al contrasto della povertà educativa e al sostegno delle famiglie che vivono situazioni di disagio.

Tra gli interventi previsti figura la creazione di una SIRMIV, una Struttura Intermedia Residenziale per Minori destinata ad accogliere ragazzi con problematiche psichiatriche e a garantire percorsi terapeutici, riabilitativi ed educativi attraverso un’attività svolta in collaborazione con l’ASL, i servizi sociali e il Tribunale per i Minorenni.

Il progetto prevede inoltre l’apertura di uno sportello dedicato alle vittime di violenza di genere, pensato come punto di ascolto, orientamento e sostegno. Il servizio sarà rivolto a tutte le persone vittime di violenza, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

Un’attenzione particolare sarà riservata anche agli adolescenti attraverso la nascita di un centro specializzato nella prevenzione, nel trattamento e nel supporto dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, fenomeni sempre più diffusi tra i giovani.

Tra i servizi programmati rientra anche un gruppo appartamento destinato al recupero e al reinserimento sociale di persone coinvolte in percorsi legati alle tossicodipendenze, alle dipendenze digitali, alle ludopatie e ad altre forme di disagio.

«Abbiamo ascoltato i bisogni che arrivano dal territorio e vogliamo offrire una risposta concreta alla crescente diffusione della violenza e del disagio minorile», ha dichiarato il sindaco di Quarto, Antonio Sabino. Il primo cittadino ha sottolineato come la collaborazione con l’ASL e con l’Agenzia regionale per i beni confiscati abbia consentito di costruire un progetto finalizzato a creare un presidio territoriale capace di integrare assistenza sanitaria, sostegno sociale e percorsi educativi.

Con questa iniziativa il Comune di Quarto rafforza il percorso di riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, trasformando luoghi un tempo simbolo del potere mafioso in spazi dedicati alla tutela dei minori, alla prevenzione del disagio e alla promozione della cultura della legalità.